Come scegliere il disco esterno migliore per voi

Come scegliere il disco esterno migliore per voi

Questo articolo segue il precedente, in cui vi ho parlato di come sono riuscito a recuperare i dati da un disco esterno danneggiato e di come l'ho reso più resistente agli urti.

Vi ho accennato anche di come, quando possibile, riutilizzi dei dischi da 2,5", sempre che siano integri e perfettamente funzionanti e che magari ho sostituito con altri di capienza maggiore, come dischi esterni di backup.

Esistono sul mercato ovviamente una infinità di dischi esterni (disco + case) già "pronti" ma a causa di esperienze passate preferisco sempre suggerire modelli assemblati. Vi spiego molto velocemente il perché.

Per economizzare (anche se parliamo di pochi centesimi di euro!) le aziende, di norma, saldano la porta USB direttamente sulla piastra dell'elettronica del disco. Ciò comporta che in caso di problemi e/o guasti del disco, esso non possa essere collegato direttamente alle porte SATA di un PC (le porte che normalmente vengono utilizzate per collegare i dischi di sistema) per eseguire i software di diagnostica e/o di recupero dati. Con questo non voglio dire che queste operazioni non si possano fare anche sui modelli di disco con porta USB saldata, ma che le procedure sono sicuramente più lente, laboriose e con minori probabilità di successo.

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Ma se anche voi voleste assemblarvi un disco esterno ma non aveste un disco da riutilizzare?

Per il case esterno vi consiglio di dare un'occhiata a questi modelli robusti che vi ho fatto vedere nel precedente articolo.

Di seguito invece vi propongo una lista di dischi (molti dei quali li ho acquistati per i miei clienti o per il mio uso personale).

Per scegliere il modello più adatto alle vostre esigenze vi consiglio di pensare come prima cosa a "quanti" sono i dati di cui volete fare il backup e quanto "grande" sarà la crescita futura di tali dati. Una volta scelta la capacità del disco (attualmente si arriva, per i modelli da 2,5" e 9,5 mm di altezza, anche a 2 TB) dovete pensare anche alla sua velocità di accesso ai dati ed a quella di trasferimento degli stessi.

La velocità di accesso ai dati è regolata dai "giri al minuto" ovvero gli rpm: i modelli da 5400 sono in media più economici dei modelli da 7200 che sono però più veloci dei primi.

La velocità di trasferimento è invece data dalla USB: si deve considerare la velocità massima supportata dalla porta USB del pc/notebook/ server cui verrà collegato. Se USB 2.0 avrà una velocità massima (teorica) di 480 Mbit/s, se USB 3.0 sarà (sempre teoricamente) di 5 Gbit/s.

Ora moltissimi modelli di case hanno la porta USB 3.0 (quindi difficilmente ci troveremo una USB 2.0 sul disco esterno).

Se io scelgo un disco SSD che dalle specifiche dichiara di raggiungere 530 MB/s esso non verrà rallentato nel suo trasferimento dati solo se verrà collegato a PC/notebook/ server con USB 3.0 mentre questo avverrà, per ovvi motivi, se esso viene collegato ad una USB 2.0. In parole povere "comanda" la versione più bassa!

Se però avete a che fare con una USB 2.0 non scartate a priori l'acquisto di un disco SSD: essi non hanno parti mobili (a differenza dei dischi rigidi HDD o SHDD) quindi risultano più robusti e, ovviamente, anche più performanti poichè l'accesso ai dati è circa cinquanta volte più veloce rispetto ai dischi meccanici.

 

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Dischi economici da 5400 giri al minuto:

 

Dischi veloci da 7200 giri al minuto:

 

Dischi ibridi da 5400 giri al minuto con cache da 8GB SSD:

 

 

Dischi SSD completamente statici senza parti in movimento:

 

 

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